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di Barbara Melonaro

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Acqua minerale imbottigliata: come cambia il mercato tra nuove abitudini e normative sulla plastica

2025-08-26 12:57

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Acqua minerale imbottigliata: come cambia il mercato tra nuove abitudini e normative sulla plastica

Il mercato dell’acqua minerale cresce, ma deve affrontare sfide tra riuso, nuove normative sulla plastica e innovazioni di packaging sostenibile.

Il mercato dell’acqua minerale in Italia è uno dei più solidi d’Europa, con un consumo pro capite che supera di gran lunga la media UE. Negli ultimi anni, tuttavia, la diffusione delle borracce riutilizzabili, l’aumento delle “case dell’acqua” e le nuove normative europee sulla plastica monouso stanno trasformando in profondità questo settore.

 

Un mercato ancora in crescita

Nonostante la crescente sensibilità ambientale, il comparto italiano dell’acqua minerale imbottigliata non mostra segni di rallentamento.

Nel 2024 il valore è stato stimato in circa 6,3 miliardi di USD, con una previsione di crescita annua del 6% fino al 2033.

I formati più richiesti restano quelli on-the-go (bottiglie da 0,5 L), particolarmente diffusi nel canale HoReCa (bar, ristoranti, catering), che rappresenta circa il 16% del mercato.

L’acqua minerale continua quindi a essere percepita come un prodotto di qualità, associato a salute, benessere e lifestyle.

 

La sfida delle alternative riutilizzabili

Parallelamente, cresce il mercato delle bottiglie riutilizzabili, spinte da campagne ambientali e da una maggiore attenzione dei consumatori.

A livello globale, il settore delle borracce ha superato i 10 miliardi di USD nel 2024 e dovrebbe arrivare a 15 miliardi entro il 2032.

In Italia si prevede un incremento di oltre 28 milioni di USD entro il 2028.

Le borracce non sostituiscono direttamente l’acqua minerale imbottigliata, ma offrono una soluzione complementare che intercetta un target giovane, urbano e attento alla sostenibilità.

 

Le nuove regole europee

Le istituzioni europee hanno fissato obiettivi stringenti per ridurre l’impatto ambientale della plastica monouso:

Dal 2025: tutte le bottiglie in PET dovranno contenere almeno il 25% di plastica riciclata (rPET).

Dal 2024: obbligo dei tappi solidali (attached caps), fissati alle bottiglie per facilitarne il riciclo.

Entro il 2030: almeno il 10% dei contenitori per bevande dovrà essere riutilizzabile, con sistemi di cauzione per garantire il recupero del 90% degli imballaggi.

Questi requisiti impongono una profonda ristrutturazione della supply chain, spingendo i produttori a investire in ecodesign e in materiali innovativi, come bioplastiche e bottiglie compostabili.

 

Innovazione e sostenibilità

Diversi marchi italiani stanno sperimentando nuove soluzioni:

Bottiglie più leggere, con minore consumo di plastica per unità.

Imballaggi compostabili, come la “BioBottle” di Acqua Sant’Anna, realizzata con bioplastica Ingeo di origine vegetale.

Strategie di marketing che puntano su design accattivante e valorizzazione del territorio di origine dell’acqua.

Queste innovazioni cercano di rispondere alle richieste di un consumatore sempre più attento alla sostenibilità, ma anche di mantenere la competitività sul piano estetico e funzionale.

 

Le “case dell’acqua” e il ritorno al rubinetto

Un altro fronte di cambiamento è rappresentato dalle case dell’acqua, erogatori pubblici di acqua di rete filtrata e controllata. Sempre più comuni nei centri urbani e nei piccoli comuni, promuovono il consumo di acqua potabile locale e riducono drasticamente l’uso di plastica.

Questa alternativa, insieme alla diffusione di sistemi domestici di filtrazione e al ritorno all’acqua del rubinetto, contribuisce a modificare le abitudini dei consumatori più sensibili al tema ambientale.

 

Conclusioni

Il mercato dell’acqua minerale imbottigliata in Italia è in una fase di transizione delicata: da un lato continua a crescere in valore e volumi, dall’altro deve confrontarsi con pressioni normative, alternative riutilizzabili e un consumatore più esigente.

Le aziende che sapranno investire in innovazione di packaging, in materiali sostenibili e in strategie di economia circolare avranno le maggiori possibilità di restare competitive in un contesto in rapido cambiamento.